
08 Maggio 2025
Il metodo ExportUSA per ridurre i dazi USA da subito
Scopri quanto puoi risparmiare sui dazi di importazione negli Stati Uniti
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Ma è altrettanto importante costruire una strategia commerciale sostenibile anche nel medio-lungo periodo, basata su: Ottimizzazione della logistica Valutazione dei margini sui dazi Presenza locale o magazzino negli USA Consulenza specializzata e aggiornamento continuo Lucio Miranda interviene a Radio24 durante la trasmissione televisiva Focus Economia il 12 maggio 2025 FOTO Il contesto: moratoria USA-Cina e dazi temporanei La trasmissione si è aperta con l’analisi di Sebastiano Barisoni sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina: i dazi del 145% imposti dagli USA alle merci cinesi sono stati temporaneamente ridotti al 30% per 90 giorni, mentre la Cina ha ridotto i propri dal 125% al 10%. Il clima è ancora incerto e le implicazioni per gli esportatori europei non sono trascurabili. Barisoni ha sottolineato i rischi per le imprese: “Hai 70 giorni di tregua, che fai? Aumenti le esportazioni per precauzione o aspetti e rischi?”. L’intervento di Lucio Miranda: cosa fanno le aziende italiane? Lucio Miranda, in collegamento da New York, ha offerto un punto di vista privilegiato: “Molti nostri clienti si stanno già muovendo con attività di front running, ovvero anticipano le esportazioni per proteggersi da futuri rincari dei dazi.” Miranda ha spiegato che, nella pratica, le aziende italiane riescono ancora a gestire l’incremento del 10% sui dazi americani, considerando che i margini commerciali lo permettono. Secondo lui, questo 10% potrebbe diventare la nuova normalità. “È un cambiamento affrontabile, ci stiamo preparando a considerarlo permanente,” ha detto il presidente di ExportUSA. Magazzini sì, ma solo per chi può Barisoni ha poi chiesto se l’aumento degli stock fosse una strategia adottabile da tutti, "No, - ha risposto Miranda - solo per beni non deperibili". Infatti, settori come l’arredamento, l’industria o la cosmetica possono creare scorte, ma non vale lo stesso per chi esporta food & beverage o prodotti con scadenza ravvicinata. Il sentiment degli operatori americani Parlando del clima generale negli Stati Uniti, Miranda ha riportato una percezione di rassegnazione attiva da parte degli operatori americani: “La sensazione è che si debba giocare con le carte che si hanno, evitando di entrare troppo nelle polemiche politiche. Le implicazioni per le imprese italiane L’intervento di Lucio Miranda offre spunti pratici per le imprese italiane: Anticipare le spedizioni quando possibile Prepararsi a uno scenario di dazi permanenti al 10% Diversificare i prodotti in base alla deperibilità Rimanere informati sul sentiment del mercato americano [about] => L'analisi nell'intervento di Lucio Miranda alla trasmissione Focus Economia di Radio24 [keywords] => [image] => /media/008/communications_6558964.m.png [logoUrl] => https://www.exportusa.us/img/EXPORTUSA-NEW-YORK-160.png [author] => Lucio Miranda [publisherName] => ExportUSA New York, Corp. [product] => Array ( [status] => -1 [name] => Dazi temporanei USA: cosa fanno le imprese italiane? 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Ma è altrettanto importante costruire una strategia commerciale sostenibile anche nel medio-lungo periodo, basata su: Ottimizzazione della logistica Valutazione dei margini sui dazi Presenza locale o magazzino negli USA Consulenza specializzata e aggiornamento continuo Lucio Miranda interviene a Radio24 durante la trasmissione radiofonica Focus Economia il 12 maggio 2025 Il contesto: moratoria USA-Cina e dazi temporanei La trasmissione si è aperta con l’analisi di Sebastiano Barisoni sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina: i dazi del 145% imposti dagli USA alle merci cinesi sono stati temporaneamente ridotti al 30% per 90 giorni, mentre la Cina ha ridotto i propri dal 125% al 10%. Il clima è ancora incerto e le implicazioni per gli esportatori europei non sono trascurabili. Barisoni ha sottolineato i rischi per le imprese: “Hai 70 giorni di tregua, che fai? Aumenti le esportazioni per precauzione o aspetti e rischi?”. L’intervento di Lucio Miranda: cosa fanno le aziende italiane? Lucio Miranda, in collegamento da New York, ha offerto un punto di vista privilegiato: “Molti nostri clienti si stanno già muovendo con attività di front running, ovvero anticipano le esportazioni per proteggersi da futuri rincari dei dazi.” Miranda ha spiegato che, nella pratica, le aziende italiane riescono ancora a gestire l’incremento del 10% sui dazi americani, considerando che i margini commerciali lo permettono. Secondo lui, questo 10% potrebbe diventare la nuova normalità. “È un cambiamento affrontabile, ci stiamo preparando a considerarlo permanente,” ha detto il presidente di ExportUSA. Magazzini sì, ma solo per chi può Barisoni ha poi chiesto se l’aumento degli stock fosse una strategia adottabile da tutti, "No, - ha risposto Miranda - solo per beni non deperibili". Infatti, settori come l’arredamento, l’industria o la cosmetica possono creare scorte, ma non vale lo stesso per chi esporta food & beverage o prodotti con scadenza ravvicinata. Il sentiment degli operatori americani Parlando del clima generale negli Stati Uniti, Miranda ha riportato una percezione di rassegnazione attiva da parte degli operatori americani: “La sensazione è che si debba giocare con le carte che si hanno, evitando di entrare troppo nelle polemiche politiche." Le implicazioni per le imprese italiane L’intervento di Lucio Miranda offre spunti pratici per le imprese italiane: Anticipare le spedizioni quando possibile Prepararsi a uno scenario di dazi permanenti al 10% Diversificare i prodotti in base alla deperibilità Rimanere informati sul sentiment del mercato americano ... 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Approfittare delle finestre di opportunità, come i 70 giorni di moratoria sui dazi per posizionarsi meglio sul mercato americano. Ma è altrettanto importante costruire una strategia commerciale sostenibile anche nel medio-lungo periodo, basata su:

La trasmissione si è aperta con l’analisi di Sebastiano Barisoni sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina: i dazi del 145% imposti dagli USA alle merci cinesi sono stati temporaneamente ridotti al 30% per 90 giorni, mentre la Cina ha ridotto i propri dal 125% al 10%. Il clima è ancora incerto e le implicazioni per gli esportatori europei non sono trascurabili.
Barisoni ha sottolineato i rischi per le imprese: “Hai 70 giorni di tregua, che fai? Aumenti le esportazioni per precauzione o aspetti e rischi?”.
Lucio Miranda, in collegamento da New York, ha offerto un punto di vista privilegiato: “Molti nostri clienti si stanno già muovendo con attività di front running, ovvero anticipano le esportazioni per proteggersi da futuri rincari dei dazi.”
Miranda ha spiegato che, nella pratica, le aziende italiane riescono ancora a gestire l’incremento del 10% sui dazi americani, considerando che i margini commerciali lo permettono. Secondo lui, questo 10% potrebbe diventare la nuova normalità.
“È un cambiamento affrontabile, ci stiamo preparando a considerarlo permanente,” ha detto il presidente di ExportUSA.
Barisoni ha poi chiesto se l’aumento degli stock fosse una strategia adottabile da tutti, "No, - ha risposto Miranda - solo per beni non deperibili". Infatti, settori come l’arredamento, l’industria o la cosmetica possono creare scorte, ma non vale lo stesso per chi esporta food & beverage o prodotti con scadenza ravvicinata.
Parlando del clima generale negli Stati Uniti, Miranda ha riportato una percezione di rassegnazione attiva da parte degli operatori americani:
“La sensazione è che si debba giocare con le carte che si hanno, evitando di entrare troppo nelle polemiche politiche."
L’intervento di Lucio Miranda offre spunti pratici per le imprese italiane:

Scopri quanto puoi risparmiare sui dazi di importazione negli Stati Uniti

Intervento di Lucio Miranda alla trasmissione Focus Economia su Radio24

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