
31 Luglio 2025
Importare negli USA senza dazio
ExportUSA, con il suo ufficio a New York, offre tutti i servizi utili per avvalersi della nuova normativa doganale americana
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Il quadro che emerge è distante dalle previsioni allarmanti di qualche mese fa: l’impatto sui prezzi al consumo negli USA è stato contenuto e l’export del Made in Italy ha mostrato una capacità di adattamento superiore alle attese. I dazi non si sono tradotti in un aumento diretto dei prezzi al consumo USA L’impatto reale si è fermato intorno al 7-8%, non al 15% teorico Importatori e distributori americani hanno assorbito parte dei costi L’export italiano ha continuato a crescere dopo l’estate L’inflazione USA (2,8%) non ha subito strappi improvvisi Cosa hanno fatto davvero le imprese italiane Le aziende italiane, insieme ai partner americani, hanno adottato strategie pragmatiche: Congelamento o lieve riduzione dei prezzi Condivisione del costo del dazio lungo la filiera Accordi commerciali più stabili con importatori e distributori USA Il risultato è che solo una parte minima dell’aumento tariffario è arrivata sullo scaffale americano. Front loading: utile, ma solo all’inizio Il cosiddetto front loading (riempire i magazzini, l’accumulo di scorte prima dell’entrata in vigore dei dazi) ha avuto un ruolo limitato nel tempo. Dopo agosto 2025, chiarita la cornice normativa, questa pratica ha perso rilevanza, mentre l’export italiano ha ripreso a crescere nei mesi successivi. Perché l’inflazione USA non è esplosa Secondo Miranda e Barisoni, l’assorbimento dei costi all’interno della filiera spiega anche la dinamica dell’inflazione americana ancora ancora elevata ma nessuno strappo improvviso ed effetti dei dazi diluiti tra produttori, importatori e distributori. [about] => L'intervento di Lucio Miranda a Focus Economia su Radio24 [keywords] => [image] => /media/009/intervista-lucio-miranda-exportusa-a-radio24.m.webp [logoUrl] => https://www.exportusa.us/img/EXPORTUSA-NEW-YORK-160.png [author] => Lucio Miranda - Presidente ExportUSA [publisherName] => ExportUSA New York, Corp. 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Il quadro che emerge è distante dalle previsioni allarmanti di qualche mese fa: l’impatto sui prezzi al consumo negli USA è stato contenuto e l’export del Made in Italy ha mostrato una capacità di adattamento superiore alle attese.
Le aziende italiane, insieme ai partner commerciali americani, hanno adottato strategie pragmatiche:
Il risultato è che solo una parte minima dell’aumento tariffario è arrivata sullo scaffale degli americani.
Il cosiddetto front loading (riempire i magazzini, l’accumulo di scorte prima dell’entrata in vigore dei dazi) ha avuto un ruolo limitato nel tempo.
Dopo agosto 2025, chiarita la cornice normativa, questa pratica ha perso rilevanza, mentre l’export italiano ha ripreso a crescere nei mesi successivi.
Secondo Miranda e Barisoni, l’assorbimento dei costi all’interno della filiera spiega anche la dinamica dell’inflazione americana ancora ancora elevata ma nessuno strappo improvviso ed effetti dei dazi diluiti tra produttori, importatori e distributori.
| Scenario previsto | Scenario reale |
|---|---|
| Aumento prezzi fino al 15% | Impatto effettivo 7-8% |
| Calo strutturale export | Ripresa dopo l’estate |
| Inflazione in forte aumento | Inflazione stabile intorno al 2,8% |
| Effetto temporaneo | Accordi destinati a durare |

ExportUSA, con il suo ufficio a New York, offre tutti i servizi utili per avvalersi della nuova normativa doganale americana

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