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Solo il 24% degli americani crede davvero alle motivazioni fornite dai brand per giustificare i rincari. Il resto pensa che i dazi siano spesso una scusa per aumentare i prezzi. Nonostante lo scetticismo, i consumatori sanno che i brand non sono i veri responsabili dell’aumento dei costi. Il 54% degli americani attribuisce la colpa a decisioni di politica commerciale e non alle aziende che applicano i rincari. Ma questo non significa che siano disposti ad accettare qualsiasi prezzo: la soglia di tolleranza si ferma al 10% per la maggior parte degli intervistati. Cosa significa tutto questo per chi esporta negli Stati Uniti? I dazi USA non sono solo una questione di margini, ma di posizionamento. Aumenti di prezzo non giustificati rischiano di intaccare la relazione con il consumatore. La vera leva competitiva diventa la capacità di costruire fiducia anche in tempi turbolenti. Chi opera sul mercato americano deve dunque valutare con attenzione ogni modifica ai listini. 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Prezzi in aumento e fedeltà al marchio: che succede quando entrano in gioco i dazi USA?

Negli Stati Uniti, aumentare i prezzi per compensare i dazi può sembrare inevitabile

Il rischio è alto: i consumatori sono pronti a voltare le spalle ai brand che non comunicano in modo trasparente

Una recente indagine condotta da First Insight ha messo in luce un dato cruciale per chi vende in America: il 74% dei consumatori statunitensi è disposto a passare ai prodotti generici se un marchio aumenta i prezzi a causa dei dazi. In altre parole, la fedeltà non è più scontata.

Eppure, l’83% dei dirigenti retail americani ha già modificato la propria strategia di pricing, anticipando l’impatto delle tariffe commerciali.

In cima alla lista delle contromisure troviamo:

Il vero nodo? La fiducia. Solo il 24% degli americani crede davvero alle motivazioni fornite dai brand per giustificare i rincari. Il resto pensa che i dazi siano spesso una scusa per aumentare i prezzi.

Nonostante lo scetticismo, i consumatori sanno che i brand non sono i veri responsabili dell’aumento dei costi. Il 54% degli americani attribuisce la colpa a decisioni di politica commerciale e più che alle aziende che applicano i rincari. Questo tuttavia non significa che siano disposti ad accettare qualsiasi prezzo: la soglia di tolleranza si ferma al 10% per la maggior parte degli intervistati.

Cosa significa tutto questo per chi esporta negli Stati Uniti?

Chi opera sul mercato americano deve dunque valutare con attenzione ogni modifica ai listini. Perché il prezzo si può alzare, ma la fiducia, una volta persa, è difficile da riconquistare.

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