
25 Ottobre 2021
Trend settore beauty negli USA
La spesa annua della Gen Z americana è in aumento: ci sono opportunità per le aziende italiane negli Stati Uniti
Array ( [page] => news.detail.php [Id] => 1999 [langId] => 0 [url] => vendere-makeup-di-lusso-negli-usa.php [title] => Strategie di crescita delle imprese del settore cosmetico negli USA [descr] => Perché internalizzare la produzione di prodotti makeup di lusso consentirà a Dolce & Gabbana di far crescere il proprio brand negli Stati Uniti [keyword] => Cosmetica, USA [config] => Array ( [status] => 50 [headline] => Vendere makeup di lusso negli Stati Uniti [text] => Strategie di crescita delle imprese del settore cosmetico in America Dolce & Gabbana ha internalizzato il business della cosmetica insegnando ai competitor come vendere prodotti beauty oggi sul mercato americano Dolce & Gabbana ha preso una decisione che va controcorrente rispetto alle strategie di business dei competitor del lusso. Il brand ha infatti creato la propria società di cosmetica per controllare produzione dei prodotti makeup destinati al mercato USA e al resto del mondo. La maggior parte delle aziende di moda attive nel settore cosmetico ha accordi di licenza con gruppi più grandi come L’Oréal e ha perso molto controllo dei propri beauty brand in cambio di una percentuale sulle vendite. La mossa di Dolce & Gabbana per riprendere il controllo del segmento cosmetico fa quindi da apripista in un settore che si è sempre affidato a decisori esterni per vendere cosmetici negli USA. Questo sta accadendo perché la pandemia da Covid ha cambiato il mondo della vendita al dettaglio, costringendo i brand che esportano e vendono sul mercato americano a rivedere i propri modelli di business: è arrivato il momento di cambiare i modelli organizzativi e le modalità di lavoro delle aziende, insomma, per soddisfare un consumatore americano sempre più qualificato ed esigente. Avere il pieno controllo della filiera cosmetica consente di rafforzare la competitività del proprio beauty brand negli Stati Uniti Aprire una società italiana di prodotti per il make-up da vendere negli Stati Uniti cambierà la percezione del brand Dolce & Gabbana Entro il 2023 D&G Beauty sarà un brand 100% Made in Italy: l’azienda prevede una risposta positiva da parte delle nuove generazioni di consumatori americani e ampi margini di profitto Le vendite delle aziende del settore moda che gestiscono anche un brand cosmetico sono cresciute in modo significativo negli USA. Chanel ha visto crescere il proprio business internazionale a $7,2 miliardi con un utile di 740 milioni circa, il doppio rispetto a 10 anni fa. Oggi che l’industria cosmetica è in piena espansione, internalizzare il proprio beauty business sembra una scelta lungimirante e probabilmente più remunerativa che mai. Del resto, la licenza offre una percentuale di profitto irrisoria rispetto al guadagno del partner (nei casi più fortunati il 20% dei profitti), mentre avere la propria società consente di generare un guadagno netto più alto. Inoltre, i consumatori americani acquistano sempre più prodotti beauty online per cui non vi è più la necessità di avere punti vendita tradizionali in tutte le aree di investimento. La vicenda di Dolce & Gabbana dimostra che tutti i brand di makeup hanno bisogno di avere un’identità definita per vendere negli USA, e per costruire un’identità definita è indispensabile avere il controllo del brand La decisione di gestire internamente il business della cosmetica consentirà di potenziare la brand experience dei consumatori americani e far percepire un marchio unico e coerente con l’identità di Dolce & Gabbana. 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Dolce & Gabbana ha preso una decisione che va controcorrente rispetto alle strategie di business dei competitor del lusso. Il brand ha infatti creato la propria società di cosmetica per controllare produzione dei prodotti makeup destinati al mercato USA e al resto del mondo. La maggior parte delle aziende di moda attive nel settore cosmetico ha accordi di licenza con gruppi più grandi come L’Oréal e ha perso molto controllo dei propri beauty brand in cambio di una percentuale sulle vendite. La mossa di Dolce & Gabbana per riprendere il controllo del segmento cosmetico fa quindi da apripista in un settore che si è sempre affidato a decisori esterni per vendere cosmetici negli USA.
Questo sta accadendo perché la pandemia da Covid ha cambiato il mondo della vendita al dettaglio, costringendo i brand che esportano e vendono sul mercato americano a rivedere i propri modelli di business: è arrivato il momento di cambiare i modelli organizzativi e le modalità di lavoro delle aziende, insomma, per soddisfare un consumatore americano sempre più qualificato ed esigente.
Le vendite delle aziende del settore moda che gestiscono anche un brand cosmetico sono cresciute in modo significativo negli USA. Chanel, per esempio, ha visto crescere il proprio business internazionale a $7,2 miliardi con un utile di 740 milioni circa, il doppio rispetto a 10 anni fa.
Oggi che l’industria cosmetica è in piena espansione, internalizzare il proprio beauty business sembra una scelta lungimirante e probabilmente più remunerativa che mai. Del resto, la licenza offre una percentuale di profitto irrisoria rispetto al guadagno del partner (nei casi più fortunati il 20% dei profitti), mentre avere la propria società consente di generare un guadagno netto più alto. Inoltre, i consumatori americani acquistano sempre più prodotti beauty online per cui non vi è più la necessità di avere punti vendita tradizionali in tutte le aree di investimento.
La decisione di gestire internamente il business della cosmetica consentirà di potenziare la brand experience dei consumatori americani e far percepire un marchio unico e coerente con l’identità di Dolce & Gabbana. Anche lo sviluppo del prodotto e l’avvicinamento del brand ai Gen Z americani sono aspetti su cui Dolce & Gabbana vuole investire per diventare leader del settore beauty negli Stati Uniti.

La spesa annua della Gen Z americana è in aumento: ci sono opportunità per le aziende italiane negli Stati Uniti

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