
15 Luglio 2020
Ecommerce lusso USA
Italic è la start-up americana che vuole rivoluzionare l'ecommerce dei beni di lusso in America
Aggiornamento del 5 Gennaio 2026
Nel periodo natalizio 2025 il comparto moda e beni di lusso negli Stati Uniti ha mostrato una crescita delle vendite moderata ma strutturalmente solida, in linea con l’andamento generale del retail, ma con dinamiche specifiche per segmento e fascia di prezzo.
Le vendite di abbigliamento e accessori negli Stati Uniti sono passate da circa $169 miliardi nel Natale 2024 a circa $174 miliardi nel Natale 2025, con una crescita intorno al +3%.
Il segmento luxury (personal goods) negli USA – che include moda premium, accessori di alta gamma, pelletteria e gioielleria – ha registrato una performance relativamente migliore, salendo da circa $138 miliardi nel 2024 a circa $145 miliardi nel 2025, pari a una crescita stimata di circa +5%

Nel 2025 i consumatori statunitensi hanno mostrato un approccio più selettivo rispetto agli anni precedenti. Nel fashion mainstream la domanda è stata fortemente promozione-driven (sconti, private label, outlet e off-price). Nel luxury, invece, la spesa si è concentrata su brand affermati e prodotti iconici, con una maggiore resilienza della domanda nelle fasce di reddito medio-alte e una preferenza per articoli “giftable” (borse, accessori, gioielli)
L’andamento positivo del Natale 2025 ha avuto un impatto diretto sui flussi di importazione degli Stati Uniti, che rimangono fortemente dipendenti dalle importazioni dall'estero per abbigliamento, calzature e accessori.
Nel segmento fashion, l’import USA continua a essere dominato da Asia (Cina, Vietnam, Bangladesh, India), mentre nel luxury assumono particolare rilevanza le importazioni dall’Europa, in particolare Italia e Francia, per pelletteria, moda di alta gamma e gioielleria. La stagione natalizia 2025 ha confermato che:
Dal punto di vista dell’export, i brand internazionali con presenza diretta negli USA (hub logistici, distributori locali o filiali) hanno beneficiato maggiormente della stagione natalizia 2025, riducendo i rischi di stock-out e massimizzando le vendite omnicanale.
Il grafico comparativo evidenzia in modo chiaro come, nel biennio 2024–2025, le categorie moda, luxury ed e-commerce abbiano mostrato traiettorie di crescita differenti durante la stagione natalizia negli Stati Uniti.
La moda e gli accessori registrano una crescita stabile ma contenuta, attorno al +3% annuo in entrambi gli anni, riflettendo un consumatore più sensibile al prezzo e fortemente orientato alle promozioni.
Il segmento luxury mostra invece un’accelerazione più marcata, passando da una crescita stimata di circa +4,2% nel Natale 2024 a circa +5% nel Natale 2025. Questo andamento conferma la maggiore resilienza della domanda premium, sostenuta dalle fasce di reddito medio-alte.
L’e-commerce rimane il canale più dinamico, con tassi di crescita superiori alla media retail e un ulteriore rafforzamento nel 2025, grazie a mobile shopping, early promotions e integrazione omnicanale.
Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato extra-UE per l’export italiano di moda, accessori e beni di lusso. Nel contesto del Natale 2025, la crescita del segmento luxury ha avuto un impatto diretto e positivo sulle esportazioni italiane.
Categorie come pelletteria, calzature, abbigliamento premium e gioielleria continuano a beneficiare del posizionamento “Made in Italy”, percepito dal consumatore statunitense come sinonimo di qualità, design e artigianalità.
Nel fashion di fascia media, invece, la concorrenza resta elevata, soprattutto da parte di fornitori asiatici a minor costo. In questo segmento, l’export italiano tende a concentrarsi su nicchie, capsule collection e collaborazioni con retailer specializzati.
Un elemento chiave emerso nel 2025 è l’importanza della presenza locale: brand italiani con filiali, magazzini o distributori negli USA hanno gestito meglio la stagionalità natalizia, riducendo tempi di consegna e rischi logistici.
Nel mercato statunitense, il prezzo finale di moda e lusso importati è stato fortemente influenzato nel 2025 da dazi doganali, costi logistici e compliance normativa.
Per l’abbigliamento e le calzature, i dazi USA possono variare in modo significativo a seconda della classificazione doganale (HTS), incidendo in maniera rilevante sul costo landed del prodotto.
Nel segmento luxury, l’impatto percentuale dei dazi è spesso assorbito da margini più elevati e da una minore elasticità della domanda. Nel fashion mainstream, invece, anche piccoli aumenti di costo possono ridurre la competitività sugli scaffali.
La stagione natalizia 2025 ha confermato che una gestione doganale efficiente – corretta classificazione, ottimizzazione del valore in dogana, uso di strutture distributive locali – è un fattore determinante per preservare i margini retail. In questo contesto, la compliance (etichette, origine, documentazione, standard di sicurezza) non è solo un obbligo normativo, ma un vero e proprio elemento strategico per l’accesso al mercato USA
Il Natale 2025 conferma che moda e luxury restano categorie chiave nel retail statunitense, ma con comportamenti di acquisto più razionali rispetto al passato. Per gli operatori esteri, in particolare europei, il mercato USA continua a rappresentare un’opportunità strategica, a condizione di combinare brand value, controllo dei costi, presidio distributivo e gestione doganale efficiente.
Aggiornamento del 6 Febbraio 2014
Questo è stato sicuramente un ottimo Natale per molti negozi americani, stando ai dati di vendita in USA di diversi retailer statunitensi, il migliore da 3 anni a questa parte.
Le vendite USA di Natale nel periodo compreso tra il 1 Novembre e il 24 dicembre sono aumentate del 2,3%, che, rispetto allo 0,7% dell’anno scorso, fanno ben sperare per gli anni futuri. Lo Spending Pulse Report di Master Card Advisor ha tracciato i comportamenti di acquisto nel settore della moda, elettronica, gioielleria, lusso e arredo durante il periodo natalizio evidenziando che i consumatori americani hanno speso di più in gioielleria e abbigliamento per bambini, mentre hanno rinunciato più volentieri ad articoli di lusso o tecnologici.
Nonostante nel 2013 negli USA ci siano stati meno giorni a disposizione per lo shopping tra Thanksgiving (festa del Ringraziamento, ultimo giovedi’ di novembre) e Natale e il tempo non sia stato particolarmente clemente, i numeri delle vendite per il 2013 parlano chiaro: c’e’ stato un netto miglioramento rispetto al 2012, anno in cui complici l’uragano Sandy e le incertezze riguardo agli esiti del Fiscal cliff, c’era stata una forte contrazione di vendita riguardo all'acquisto di regali per Natale.
Secondo quanto rende noto comScore, le vendite online negli USA nel periodo 2 novembre-23 dicembre sono cresciute del 10% rispetto all’anno scorso, anche se queste sono cifre piu’ basse del previsto. UPS comunque conferma che i giorni natalizi sono stati piuttosto intensi e Amazon (con 38.6 milioni di prodotti ordinati da tutto il mondo durante il Cyber Monday) rende noto che quella appena trascorsa è stata la miglior stagione natalizia per le vendite online.
Sarah Quinlan, senior vice presidente a MasterCard Advisors dice che “Una delle poche certezze è che per i negozianti questo è stato sicuramente un Buon Natale”, aggiungendo che la goielleria è stata la categoria piu’ performante.
Considerando che le azioni di J.C. Penney Inc hanno chiuso l’anno segnando +2.5 %, quelle di Wal-Mart Stores Inc +0.5 % e quelle di Target +1.2 %, non ci sono dubbi sul fatto che quello del 2013 sia stato un Buon Natale, ora i negozianti si preparano per l’anno nuovo.

Italic è la start-up americana che vuole rivoluzionare l'ecommerce dei beni di lusso in America

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